LLEVAME A PASEAR

SCHEDA TECNICA

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Titolo: LLEVAME A PASEAR - Cronache di un amore in quarantena
Format: Film
Anno: 2021
Paese: Italia-Uruguay
Soggetto: Alessandra Mosca Amapola
Produzione: Format & Amapola Production
Regia: Alessandra Mosca Amapola
Cast: da definire
Colore: COLORE
Dimensioni: 16:9
Lingua: Italiano- Spagnolo
Distribuzione: Zenit Distribution

PROGETTO

LLÉVAME A PASEAR (PORTAMI A PASSEGGIARE) è un film ideato da Alessandra Mosca che nasce da una storia d’amore autobiografica accaduta durante la quarantena obbligatoria in Italia a causa del COVID19.
Da qui nasce la voglia di raccontarsi in una dimensione straordinaria a causa di tutte le restrizioni dovute alla quarantena e al lockdown che ci hanno tenuti confinati ed isolati in casa. L’unico contatto possibile era rappresentato dal telefono, da internet, dai social network e dalle videochiamate. Una storia che svela un ventaglio di emozioni intensissime fatte d’amore, attesa, idealizzazione, sofferenza, speranza, riscoperta, silenzio, liti, frustrazioni ma anche vicinanza profonda.

GALLERY

SINOSSI

Alessandra y Andrès

Lui uruguaiano, regista, produttore di documentari con unforte interesse per il calcio, il cinema e il teatro. (Scrittore).
Lei italiana, istrionica attrice e regista di teatro, appassionata d’arte e poesia.
Entrambi con una personalità seducente, un sorriso contagioso.
La conoscenza fra i due protagonisti avviene al telefono un anno prima del Covid per ragioni di lavoro. I due, che all’epoca dei fatti erano semplicemente dei colleghi, avevano pianificato un incontro di lavoro previsto per il 23 marzo in Italia.
Andrés la contatta perchè sta realizzando un documentario sulla storia d’amore di uno scrittore contemporaneo nel suo paese e sua moglie, autore e poeta di lingua ispanica sul quale lei molti anni prima ha realizzato un documentario.
Una storia, quella dello scrittore e di sua moglie avvincente dato che lui a causa di un esilio politico forzato è costretto a vivere lontano da lei con mille difficoltà di comunicazione. I due infatti manterranno vivo il loro amore attraverso una corrispondenza epistolare complicatissima ma che li manterrà saldi nel loro amore per il resto dei loro giorni.
Sembra essere quasi una profezia per i nostri protagonisti.
I protagonisti del documentario sul quale Andrès sta lavorando, infatti, ad inizio secolo vivono le difficoltà ed una lontananza lunghissima dovute a ragioni politiche come poi accadrà per Alessandra ed Andrés a causa della quarantena e della pandemia mondiale.
E poiché Alessandra è in possesso di riprese video inedite sullo scrittore e sua moglie, Andrés decide di andare ad incontrarla in Italia qualche giorno per visionare il materiale e per uno scambio lavorativo. in merito al suo nuovo progetto.
Quando finalmente arriva l’8 marzo si sentono al telefono per confermare le varie prenotazioni ed è a quel punto che Alessandra è costretta a comunicare ad Andrés che purtroppo stanno chiudendo le frontiere e che molto probabilmente non potranno vedersi per mesi ancora.
Lui vive una realtà dove il Covid ancora non fa così paura e non rendendosi ancora bene conto della gravità della
situazione in Europa, che precipitava a ritmi vertiginosi, le propone di vedersi a Parigi offrendosi di provvedere agli spostamenti per non perdere tutto il lavoro pianificato da mesi.
Lei, suo malgrado, è costretta a rifiutare spiegandogli che purtroppo la situazione sta peggiorando così velocemente che a giorni avrebbero anche chiuso il resto delle frontiere in Europa. A quel punto la notizia inattesa della cancellazione e l’inizio di un periodo emotivamente difficile sia a livello personale che professionale dovuto allo stop lavorativo causato dalla Pandemia Mondiale permette loro di conoscersi oltre il rapporto di lavoro. L’unicità di questa relazione e la sua cifra poetica si deve all’intensità degli scambi sia a livello qualitativo che quantitativo.
Trascorrono ore intere al telefono o in videochiamata riempiendo queste giornate durissime di isolamento di risate, condivisione di passioni, interessi comuni, e sostenendosi sulle preoccupazioni e sulle incertezze sul futuro che il Covid 19 aveva scatenato.

Lui, trovandosi in un paese privo di quarantena obbligatoria, riesce a farla uscire idealmente quasi tutti i giorni collegando la telecamera del cellulare alla sua bicicletta, permettendole ogni volta di vedere un luogo diverso attraverso le videochiamate e regalandole l’illusione di passeggiare con lui al mare, per strada, in macchina, sulla spiaggia, in bicicletta. La porta con lui persino a fare la fila per le medicine, o al kiosko a comprare da mangiare.
Per questo il titolo “Portami a Passeggiare”. Durante i percorsi Andrés le fa da cicerone raccontandole i palazzi, i monumenti, le strade ed approfittando di queste visioni condivise le racconta la sua infanzia, l’adolescenza, indicandole i posti dove andava a scuola o gli impianti dove praticava sport o lo stadio dove andava a vedere le partite e i suoi sogni di ragazzo.
Gli occhi di Andrés diventano gli occhi di Alessandra e a volte i silenzi di queste passeggiate virtuali divengono di un’intensità difficile da sostenere per la loro bellezza.
Tra i due nasce una complicità ed una familiarità che li accompagnerà e crescerà per tutta la durata del loro rapporto.
Alessandra comincia a tenere un diario dove scrive ad Andrés tutte le cose che non riesce a dirgli durante le loro conversazioni. Lei continua a parlargli sempre. Di giorno. Di notte. Anelando il loro incontro che non viene mai messo in discussione tanto è il desiderio di entrambi di conoscersi.
Trascorrono così quattro mesi di scambi, vicinanza, discussioni, vocali, mail, avvicinamenti, che a causa della ripresa del lavoro di entrambi e della frustrazione del non potersi vedere, si affievoliscono provocando in Alessandra ad un certo punto il desiderio di prendersi una pausa malgrado l’amore intenso che prova per lui.
Questo silenzio fra i due diviene sempre più denso ed arriviamo ai giorni attuali senza sapere realmente come questa storia così unica fra i due, che in realtà continuano ad essere due sconosciuti, andrà a finire.
Il film prevede due finali. Il primo che vediamo è quello che realmente succede. I due non s’incontrano mai a causa della paura. Il secondo è quello che Alessandra avrebbe desiderato. Trova Andrès sotto casa mentre torna dal supermercato con le buste della spesa in mano.
FINE.

Il film racconta i cinque mesi di scambi tra loro e si apre con un’intervista reale che rilascia Alessandra raccontando in prima persona l’accaduto.
Mentre Alessandra racconta cominciamo a vedere le immagini del film e a conoscere i loro protagonisti e come le loro vite cominciano ad intrecciarsi fin dall’anno precedente. Il racconto procede in prima persona attraverso la voce di Alessandra ed il diario in un montaggio incrociato tra il racconto,il film vero e proprio e le pagine del diario. Le riprese del film vengono effettuate sia in Italia che in Uruguay.