Gianni Minà - Giornalista nonostante tutto
Gianni Minà - Giornalista nonostante tutto
Documentario
Gianni Minà - Giornalista nonostante tutto
Production
Italia
Time
90 minuti
Language
Italiano, Inglese
Country
Italia
Company
Format produzioni Srl
Distributor
Zenit Distribution Srl

Il docu-film dovrebbe essere un'opera di due ore. E' la storia di Gianni Minà, cronista curioso ed eclettico, fuori dagli schemi, ma dentro le regole di un giornalismo ancora onesto, sentito come un servizio pubblico, osservato da occhi di chi, per oltre trent'anni, lo ha seguito nelle sue scorribande ma soprattutto nel dietro le quinte dei numerosi scoop fatti dal professionista. ``Quando parli con Minà hai sempre la sensazione di viaggiare lontano anche rimanendo seduto, ti sembra sempre di scambiare qualcosa, anche se stai ricevendo una lezione di storia': Questo è il motivo per cui nasce il docu-film sulla storia professionale di Minà: dare un contri­buto, attraverso il pensiero e gli incontri di uno dei protagonisti del nostro tempo, ``al viaggio che tutti noi abbiamo bisogno di compiere, abbandonando le paure che ci impediscono di guardare e di accorgerci che le cose sono spesso diverse da quelle che ci raccontano e che ci raccontiamo: Il racconto su Minà ha una incubazione antica, nasce nel 2008, il giorno del suo settantesimo compleanno, festeggiato con una manifesta­zione di cinque giorni alla Casa del Cinema a Roma. Da Pietro Mennea a Luis Sepulveda, da Raffaele La Capria a Frei Betta, si è ripercorsa non solo la storia del giornalista, ma anche del giornalismo nella storia. Sessant'anni di professione e di descrizione della società in cui Minà si è misurato nello sport inizialmente, poi nella musica, nel cinema e infine nella politica estera. li suo percorso è stato dettato esclusi­vamente dalla sua inguaribile curiosità. Minà, quando sente ``indizio`` di storia, come un cane da tartufo va, inarrestabile. E forse, questa incapacità di molti a inserirlo in una sorta di precisa etichettatura, gli ha procurato alcune difficoltà professionali, che ha sublimato con molti scoop al suo attivo.
Il giornalista ha intervistato spesso personaggi ``contro`` perché era lui stesso fuori da ogni tipo di collocazione, poco organico si direbbe, come Diego Armando Maradona, Massimo Troisi, Pietro Mennea, Muhammad Alì, Fidel Castro, Marco Pantani, Gabriel Garda Marquez. Questi personaggi si fidavano di lui. Minà cercava loro e loro, un po: cercavano lui. Il docu-film si basa su un'intervista, anzi una chiacchierata con Minà mentre percorre su una Fiat Cinquecento bianca (in cui il giornalista si spostava, fin dagli albori della sua professione) le strade di città che hanno segnato la sua professione e intrecciato la sua vita: Torino, Roma, Napoli, Palermo. L'automobile diventa così un espediente, un mezzo spazio-temporale che ci permetterà di andare nella città natale del giornalista negli anni '50 dove Minà adolescente viveva o a New York dove Isabella Rossellini racconterà la sua esperienza di assistente del giornalista e di giovane traduttrice per la Rai Corporation quando lavorava per``La storia della boxe': Si vanno a riscoprire tutti i posti dove si è svolta la sua storia di giornalista, dagli esordi, alla sua affermazione: il quartiere Coppedè dove ha portato i Beatles proprio nella sua automobile, Via Oderisi da Gubbio dove si è allenato alla boxe per poter scrivere di questo sport, via Teulada, dove non fu ammesso al concorso per giornalisti Rai perché aveva -come diceva Alberto Sordi - un ``piccolo difettuccio``: la S sibi­lante. Incontreremo lungo il viaggio i testimoni di un'epoca: mentori, artisti, amici intellettuali che ci aiuteranno a capire l'evoluzione (o l'involuzi­one) dell'informazione in Italia. Da Andrea Camilleri, responsabile del teatro in Rai, ad Antonio Ghirelli e Maurizio Barendson, Gianpiero Ricci, responsabile in Italia della Tamla-Motown allora distribuita dalla RCA (che lo ha accompagnato negli Usa per raccontare il pop, il rock, il blues, il jazz) Riccardo Corato, sociologo e pubblicitario, inventore di fortunate campagne di promozione, e così via. Attraverso questo viaggio si tenterà di raccontare il mestiere di giornalista in una Rai prima e dopo la riforma del 1976 che introdusse nuove norme in materia di diffusione radiotelevisiva in Italia e che purtroppo sono state poi, in gran parte disattese. Il racconto si dipanerà in capitoli divisi in decenni, dagli anni Cinquanta ai giorni nostri e inizierà con la collocazione storica della giovinez­za di Minà a Torino subito dopo la guerra, dall'oratorio dei Salesiani, al liceo D'Azeglio, da Corso IV Novembre fino a Piazza d'Armi, dove si giocavano interminabili partite di calcio con un suo gruppo di amici. Le sigle di testa e di coda verranno descritte dalla matita sublime e storica del vignettista Bruno Bozzetto.
In conclusione, in questa opera, si vogliono usare tre linguaggi trasversali: il racconto in prima persona di Gianni Minà arricchito da inter­venti di personaggi che collocano storicamente la sua memoria; il racconto musicale che accompagnerà ogni decennio con canzoni dell'epoca e il repertorio di cineteca sia di Minà sia della Rai dove la storia verrà supportata da immagini rare e/o mai andate in onda.

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